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sabato 17 marzo 2012

SABLÉE AL CACAO



Oggi è una di quelle giornate in cui si parte in sordina, con mal di testa martellante (tranquilli, nessun ricordo di sbornia o similia...;-), occhi gonfi e doloranti e gran voglia di fare nulla, se non ciondolare per casa in attesa di una scossa di vitalità.

In una di queste mattine l'unica cosa che mi può dare una smossa è una bella colazione, molto British-style, con tazzine in coordinato e vecchine in tailleur dalle tinte pastello che sorseggiano compostamente il loro thè al tavolino di fianco al mio.
Basta poco per capire che invece di una tea house londinese, ho davanti agli occhi la mia solita cucina, che nonostante io conosca da 27 anni, ha sempre degli spigoli sconosciuti in cui incorro sempre...soprattutto quando mi aggiro a mo' di zombie con gli occhi ancora semichiusi.
Vabbè, niente nonnine con cappellino e veletta stamani, ma almeno mi posso consolare con dei biscottini ottimi per il rito del thè, friabili e molto burrosi, che ho proprio sfornato ieri sera.

Questa volta niente pasta frolla, bensì pasta sablée, che come dice il nome ha la consistenza della sabbia magicamente compattata e diversamente dalla pasta frolla non prevede l'uso di uova.

BISCOTTINI SABLÉE AL CACAO

Ingredienti (ricetta ripresa da Fiordifrolla qui):
  • 100 gr di farina 00
  • 125 gr di burro morbido
  • 45 gr di zucchero a velo
  • 15 gr di cacao amaro in polvere
  • 1 pizzico di sale fino
  • marmellata di lamponi per il filling
Procedimento:
1) Con l'aiuto di un mixer e un gancio mescolate per poco tempo il burro ammorbidito con lo zucchero, poi la farina, il cacao e il sale fino a ottenere una sorta di composto simile alla sabbia bagnata.

2) Con le mani compattate la pasta e formate un panetto rettangolare.

3) Avvolgete la pasta sablée ottenuta in carta trasparente e riponete in frigo per almeno 30 minuti (io vi consiglio un ulteriore passaggio di 5 minuti in freezer).

4) La pasta sablée è molto delicata vista la sua friabilità. Per stenderla fino ad ottenere uno spessore di 2-3 mm vi consiglio di tirare con il mattarello poca pasta alla volta riponendola all'interno di due fogli di carta forno, spolverizzati da farina.

5) Tagliate quindi metà della pasta con un coppabiscotti tondo e dentellato e metà con un tagliabiscotti ad espulsione (che formerà tra buchi nella pasta, vedi foto). Riponete i biscotti con delicatezza su una teglia rivestita con carta forno sollevandoli con l'aiuto di una spatola visto la loro fragilità.

6) Infornate per circa 12 minuti a forno già caldo a 180°, quindi sfornateli e fateli raffreddare su una gratella.

7) Una volta raffreddati, unite un dischetto pieno e uno bucato con marmellata di lamponi.

lunedì 13 settembre 2010

FROLLINI AGLI AMARETTI CON CONFETTURA DI FICHI




Eccheè??? Oggi le foodbloggers di tutta Italia sembrano unite nell'elogio al fico, croce e delizia di chi come me ormai ha deposto le armi contro l'incipiente avanzata del diabete.


Dopo "Le cronache di fine estate" sembra arrivato infatti il momento de "Le cronache di inizio autunno", con tutta la carovana di prodotti che questa stagione tipicamente porta con sè: fichi, uva, zucca & company....ci manca solo che qualche sconsiderato tiri già fuori dalla manica qualche ricetta con le castagne!!!

Ritornando ai nostri fichi, ne ho piene le tasche...concretamente e metaforicamente:
  • concretamente perchè mi sono ritrovata nella stessa situazione di abbondanza fruttifera già esposta qui che mi ha portato a comportarmi di necessità virtù preparando vasetti su vasetti di marmellata zuccherina (come dice la cara Claudia, "siamo un popolo di conservatori", e come darle torto??)
  • metaforicamente perchè mi ero letteralmente stufata di spararmi marmellata di fichi ognissanta mattina a colazione (ci mancava poco che me la sparassi anche in endovena...), perciò mi son detta: "ma perchè non variare sul tema e fare dei biscottini farciti di confettura di fichi, accoppiandoli a due a due?" Detto, fatto. Con l'unico inconveniente che in queste mattine al posto delle solite fette biscottate inondate da marmellata ai fichi ci sono...i biscottini summenzionati inondati dalla stessa marmellata di fichi...quando si dice la voglia di cambiare...
Ah, non so bene perchè ho aggiunto gli amaretti nell'impasto della pasta frolla; probabilmente è stato frutto di uno di quei tanti raptus che mi colgono quando sto in cucina e che mai mi azzarderei a chiamarli "momenti di ispirazione"...quelli, cari miei, li lascio ai veri artisti...

FROLLINI AGLI AMARETTI CON CONFETTURA DI FICHI

Ingredienti per i frollini:
  • 200 gr di burro morbido
  • 200 gr di zucchero
  • 100 gr di amaretti sbriciolati
  • 350 gr di farina 00
  • 2 uova
Ingredienti per la confettura di fichi:
  • 2 kg di fichi maturi spellati
  • succo di un limone
  • 750 gr di zucchero
  • 1/2 mela grattugiata
Procedimento:

Iniziamo con la confettura che richiede più tempo: lavate bene i fichi, spellateli, tagliateli a pezzi e metteteli in una pentola dal fondo alto. Aggiungete il succo di limone e lo zucchero (io ne ho messo 750 gr per 2 kg di frutta perchè penso che il fico sia dannatamente zuccherino di suo...).
Accendete il fuoco e mescolate continuamente per evitare che la marmellata si attacchi al fondo.
Poichè il fico è un frutto che contiene poca pectina, io mi aiuto con la mela grattugiata che funge da addensante...quindi dopo aver fatto sobbollire la marmellata per mezz'oretta e aver frullato i pezzi grossolani con il frullatore ad immersione, io aggiungo la mela grattugiata...e come per magia, zuk! La marmellata si addensa ed è pronta ad essere invasata.

Per quanto riguarda i frollini non si fa altro che seguire i passaggi della pasta frolla, con in più l'aggiunta degli amaretti sbriciolati. Quindi, mettete a fontana la farina e gli amaretti, aggiungete il burro ammorbidito e lavorate con le mani, aggiungete lo zucchero e le uova...
Lavorate velocemnete per evitare che il burro si ammorbidisca ancora di piu' e vi costringa ad aggiungere farina.
Mettete la pasta a riposare in frigo avvolta da pellicola per almeno 1/2 ora.
Stendete la pasta con un mattarello, usando degli stampini (il mio è a forma di margherita) fate i biscotti che infornerete a 180° per una ventina di minuti.

Quando saranno cotti e ancora tiepidi, prendete un biscotto, spalmate un po' di marmellata e richiudete con un altro biscotto, facendo in modo che la marmellata fuoriesca leggermente dai bordi.

martedì 10 agosto 2010

MARMELLATA DI PRUGNE GIALLE E MENTA


Una cosa che adoro dell'estate è l'abbondanza di frutta... per chi come me e' frutta-dipendente, questo periodo dell'anno è davvero una pacchia!

Il problema si pone quando gli alberi da frutto di nonna e zietta sono talmente produttivi che ti sommergono un giorno sì e l'altro pure di chili e chili di frutti succosi e maturi, che, per quanto siano buoni e genuini, rischiano di portare anche la più incallita mangiatrice di frutta alla nausea!!!
Allora l'unico modo di smaltire tutto questo ben di Dio e' la marmellata...nettare d'estate racchiuso in un baratto di vetro...

MARMELLATA DI PRUGNE GIALLE E MENTA

Ingredienti:
  • 1kg di prugne gialle mature
  • 500 gr di zucchero semolato
  • succo di mezzo limone
  • menta fresca tritata qb
Procedimento:

Lavate le prugne, sbucciatele e denocciolatele. Ponetele in una casseruola dai bordi alti e dal fondo spesso. Aggiungete lo zucchero e il succo di limone e fate sobbollire la marmellata a fuoco medio mescolando spesso per evitare che si attacchi al fondo.

Vi consiglio di assaggiare la marmellata per ottenere il giusto grado di dolcezza: nel caso le prugne fossero ancora non troppo mature, si rendera' necessario aggiungere ancora un po' di zucchero per contrastare l'acidita'.

Un'oretta dovrebbe essere sufficiente per addensare la marmellata (fate la famosa prova del piattino), quindi spegnete il fuoco e aggiungete la menta che avrete tritato con una mezzaluna. Versate la marmellata ancora bollente nei vasetti sterilizzati, pulite bene i bordi e capovolgeteli.

Lasciateli raffreddare e poi poneteli in un luogo fresco e asciutto.

giovedì 17 giugno 2010

ÄPFEL IM SCHLAFROCK

Apfel im Schlafrock
Le foto...il peggior incubo e contemporaneamente la maggior fonte di attrazione di tutte noi bloggers. Alzi al mano chi a volte rimane talmente incantata davanti ad una foto mozzafiato, con tanto di bava alla bocca, da dimenticarsi perfino di leggere la ricetta!
Beh, sarà che ultimamente vivo il cibo in maniera compulsiva, ma a me capita sempre più spesso di rimanere minuti infiniti a contemplare una foto, scrutandone i dettagli, le luci e le ombre...figuratevi che perfino le briciole mi attraggono!

Ecco cosa mi accade quando vedo le foto inarrivabili di certe foodbloggers a cui sono particolarmente affezionata tanto che quando vedo nel blogroll che c'è una loro nuova ricetta (o una nuova foto) non vedo l'ora di fare una capatina da loro per una reverenziale visita.
Non sarebbe corretto fare i nomi delle mie preferite, però uno lo faccio: Fiordivanilla. Che è talmente un vulcano di idee (oltre ad essere una persona dolcissima e un talento giornalistico in erba) da inventarsi un contest sui generis: nel post in cui ci presenta le sue mele in gabbia ci invita infatti a prendere ispirazione dalla sua foto (e che foto!!!) per eseguire una ricetta simile o totalmente rimaneggiata...giusto per vedere fin dove può arrivare la potenza dell'ispirazione.

Appena ho visto le sue mele racchiuse in questo delizioso scrigno di pasta sfoglia (l'averla fatta in casa la rende impagabile!!), la mia mente ha fatto un volo pindarico per atterrare dritta dritta in Austria, dove durante il mio periodo Erasmus ho trascorso talmente tanto tempo nelle Kaffeehäuser da essermi assicurata il diabete per il resto dei miei giorni!
Quando avevo voglia di fare la "salutista", si fa per dire, rifiutavo con sdegno torte multipiano pannose e cioccolatose che costituivano la mia merenda preferita per "ripiegare" sulle Äpfel im Schlafrock....che a dir la verità non penso siano tipicamente austriache, ma nella Kaffeehaus dove mi rintanavo non mancavano mai, forse consapevoli che agli habitué sarebbero scattati prima o poi i sensi di colpa...oppure i primi sintomi di diabete fulminante...

Ecco dove mi ha portato una "semplice" foto...

Ps: avete mai fatto caso ai nomi che assumono le stesse pietanze in paesi diversi???
Le mele imprigionate della nostra tradizione si sono trasformate per magia in Äpfel im Schlafrock ovvero mela in vestaglia...divertente, no??? Che siano le dolcezze che accompagnano il risveglio???

ÄPFEL IM SCHLAFROCK

Ingredienti x 4 mele:
  • 300 gr di farina 00
  • 200 gr di burro
  • 1 presa di sale fino
  • acqua fredda qb
  • 4 mele golden
  • confettura di ribes rossi (io purtroppo ho dovuto usare quella di mirtilli neri...quella di ribes rossi sembrava introvabile!!)
  • gherigli di noci
  • semi di zucca
  • mandorle a lamelle
  • pinoli
  • zucchero a velo
  • miele di acacia
  • 1 tuorlo
Procedimento:

Mescolate la farina con il burro, il sale e un po' di acqua fredda. Formate una palla con la pasta e lasciatela riposare in frigo per almeno un'ora.

Lavate bene le mele (io lascio la buccia) e togliete il picciolo, senza arrivare fino al fondo.
Mescolate insieme le noci, le mandorle, i pinoli (non usate tutta la frutta secca perchè servirà anche per la decorazione) e qualche cucchiaio di marmellata...l'ideale è quella ai ribes rossi.

Stendete la pasta sottilmente e abbastanza velocemente per non far fondere il burro.
Fate delle striscioline, spennellate la buccia delle mele con il miele e fate aderire le striscioline di pasta, formando una specie di spirale.
Ponete le mele distanziate tra di loro in una teglia foderata con carta forno e riempite le mele con il ripieno di frutta secca e marmellata. Spennellate la loro superficie con il tuorlo e decorate facendo un giro con gherigli di noci, uno con le mandorle, uno con i pinoli e uno con i semi di zucca (questa è stata una mia aggiunta...una nota salata secondo me ci sta proprio bene!!). Fate aderire bene la frutta secca premendola nella pasta.

Infornate a 180° e cuocete finchè la pasta non abbia preso colore e le mele siano cotte. Servite calde, ma non bollenti.


Apfel im Schlafrock

lunedì 17 maggio 2010

MARMELLATA DI ARANCE E FRAGOLE

marmellata di arance e fragole
E finalmente è arrivato il sole, sento le ossa che pian piano si asciugano e avverto che la mia pelle per la prima volta esposta ai suoi raggi respira ed è contenta...
Allora festeggiamo l'avvenimento con uno dei frutti del sole: l'arancia. Che, abbinata alle mie adorate fragole, crea il giusto equilibrio in una marmellata dalle varie sfumature.
A proposito, una domanda per tutte voi: se dovessi usare un nome inglese per questa ricetta, dovrei dire jam o marmelade (visto che è parzialmente marmellata di agrumi)???
Via alle risposte!

MARMELLATA DI ARANCE E FRAGOLE
Ingredienti:
  • 1kg arance gialle di Sicilia (non trattate, ovviamente)
  • 1 kg fragole mature
  • 2 limoni
  • 75 gr di zucchero di canna per kg di frutta (quindi 150 gr)
Procedimento:
Lavate bene le arance, togliete la pelle con un pelapatate e spremete il loro succo. Tagliate la scorza delle arance a quadretti piccoli e aggiungetele al succo di arancia e alla polpa. Lavate bene le fragole, togliendo il picciolo verde, e unitele agli altri ingredienti. Aggiungete il succo dei limoni e lo zucchero. Mettete tutto in una pentola antiaderente dai bordi alti e far bollire, mescolando ogni tanto con il cucchiaio di legno.
Far bollire per minimo un'ora, togliendo con una ramina la schiuma che si forma in superficie e cuocete finchè la marmellata non abbia raggiunto la consistenza desiderata. Per determinare questo si fa la famosa prova del "piattino": si mette una goccia di marmellata sul piattino, lo si inclina e se la goccia scivolerà molto lentamente senza sbavare la confettura è cotta.
Per realizzare le marmellate è utile sapere la percentuale di pectina (addensante naturale, di solito contenuto nella buccia) presente nei frutti, ma anche il loro grado di acidità. La combinazione di queste due variabili permettono di avere marmellate più o meno dense e allungano o accorciano i tempi di cottura. Mentre le fragole sono povere di questo addensante naturale, la buccia delle arance contiene un'alta percentuale di pectina. Per questo motivo non è necessario aggiungere la pectina in busta.
Una volta raggiunta la consistenza giunta, versate subito la marmellata ancora bollente nei vasetti sterilizzati, lasciando circa 1/2 cm di spazio vuoto dal bordo. Pulite i bordi dei vasetti e capovolgeteli per creare il sottovuoto e lasciateli raffreddare. Una volta raffreddati poneteli in un luogo asciutto e buio.

Questa marmellata si presta a tante preparazioni diverse, perciò libero sfogo alla vostra fantasia, anche se io penso che non ci sia niente di meglio di una bella fetta di pane con burro e marmellata per iniziare bene una nuova giornata!

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