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sabato 5 giugno 2010

PULPO A LA GALLEGA


Pulpo a la gallega

Come promesso nel post precedente, eccomi qui a raccontarvi di una ricetta tipica della Galizia, regione all'estremità nord-ovest della penisola iberica, che è facilissima da rifare a casa e che in più ha tutte le carte in regola per diventare un piatto must dell'estate: il pulpo a la gallega. Assaporato per la prima volta a ridosso del Natale in una tipica pulperia di La Coruña, il pulpo a la gallega è uno di quei piatti che colpiscono per il sapore deciso e per la convivialità intrinseca nella sua degustazione: in questa piccola osteria con tavolacci e panche di legno grandi porzioni di pulpo a la gallega venivano infatti servite al centro della tavolata su taglieri rotondi di legno, con tanto di stuzzicadenti per infilzare in maniera "al-diavolo-il-bon-ton" i succosi tentacoli che trasudavano condimento...ragazzi, una roba da svenimento! E il tutto innaffiato da litri e litri di vinello nostrano servito in mini-brocchette consegnate agli avventori...Una piccola chicca, che mi sono portata a casa come souvenir, anzi recuerdo, di questo splendido posto.

Vi lascio con una carrellata di immagini di questo angolo di paradiso...ditemi voi, ci credete che queste foto sono state scattate qualche giorno prima di Natale, mentre l'Italia era paralizzata dalla neve???

In senso orario: Simbolo della città, Torre d'Ercole, Piazza Maria Pita, veduta dall'Osservatorio San Pietro

Vedute di La Coruña


Churros e cioccolata calda (Churreria-Chocolateria "Bonilla a la vista"), tapas all'Estrella Galicia, cannolicchi, gamberoni e cozze (affette da gigantismo!!)


PULPO A LA GALLEGA
Ingredienti:
  • 1 kg di polpo
  • paprika in polvere
  • olio evo
  • sale grosso
Procedimento:

Lavate bene il polpo in acqua fredda (per rendere il polpo ancora più morbido leggete i miei consigli alla fine della ricetta).
Ponete una grossa pentola riempita d'acqua non salata sul fuoco e portatela a ebollizione. Non appena bolle introducete ed estraete per almeno 3 volte il polpo tenendolo per la testa, affinchè i tentacoli si arriccino e si ammorbidiscano. Cuocete per circa 1 ora con un coperchio: di solito si calcolano circa 20 minuti per 500 gr di polpo, ma controllate la cottura affondando un coltello.
Una volta cotto spegnete il fuoco e lasciatelo raffreddare nella sua acqua di cottura. Poi toglietelo dalla pentola con una pinza, ponetelo su un tagliere e tagliatelo a tocchetti e conditelo con abbondante olio, spolverata generosa di paprika e sale grosso.

Le rondelle di polpo possono essere servite intervallate da fette di patate lessate nella stessa acqua dove è stato cotto il polpo.

Non servite il polpo freddo, al massimo tiepido, ma l'ideale è abbastanza caldo, così si dà tempo al sale grosso di sciogliersi.

Consiglio: Per essere sicura di avere un polpo morbido, io lo congelo appena comprato così le fibre si rompono. Alcuni lo battono con il batticarne, ma io trovo che il congelamento sia una tecnica migliore per arrivare allo stesso risultato!
Anticamente i pescatori sbattevano i polpi pescati più volte sulle rocce o a terra per distendere la nervatura dei tentacoli e rendere le loro carni più tenere.

giovedì 3 giugno 2010

SALIR DE TAPAS ATTO SECONDO: IL SALMOREJO

Salmorejo
Che senso ha partecipare a dei corsi di cucina così interessanti, come quello tenuto da Erborina, alias Alicia, con la collaborazione di Food and Foodies e fare un tuffo carpiato nella cucina spagnola, se poi non ci si cimenta in prima persona???
E grazie a Dio, io avevo anche l'incentivo per non lasciar cadere cotanta bontà nel dimenticatoio: la promessa fatta al moroso, con una passione neanche troppo latente per la patria della corrida, di riproporgli una cena a base di tapas spagnolite. E devo ammettere che anche io, che possiedo un pezzettino di cuore crucco (Deutsch(land) über alles), mi sono ultimamente scoperta un'amante dell'Espa

ñ

a e dei suoi ritmi- per non dire dei suoi colori, sapori e profumi...
Tutto è nato durante la mia capatina a La Coruna a trovare il suddetto moroso, che era là a studiare -leggi: ingozzarsi di tapas e di Estrella Galicia. Dopo scorpacciate infinite di mariscos (berberechos e navajas sono da far perdere la testa) e di pulpo a la gallega, sento che se non il cuore, per lo meno un appendice del mio corpicino è diventata a strisce gialle e rosse..
In piu' avevo promesso al bevitore ufficiale di Estrella Galicia summenzionato che al suo ritorno gli avrei rifatto con le mie manine una ricetta gallega, giusto per non staccare drasticamente il cordone ombelicale che ormai si era creato...ed eccomi a spadellare in una splendida giornata di giugno (ma neanche troppo, gli spagnoli in merito sanno il fatto loro...) e preparare un set di tapas da veri intenditori. Ovvio che la maggior parte delle tapas sono quelle proposte da Erborina, ma il pulpo a la gallega (che crea una forte dipendenza, provare per credere) è un omaggio personale a colui il quale mi ha regalato il volume di Cocina Gallega e che soprattutto ha fatto innamorare un'algida filotedesca di questa parte meravigliosa del globo...

Ecco il menu della serata:
- Bicchierino di Salmorejo a la manera di Erborina (ricetta più in basso)
- Pincho de queso manchego e membrillo (ovviamente ho usato la cotognata già pronta, che non era neanche lontanamente paragonabile a quella preparata dalle sante mani della mamma di Alicia)
- tortilla de patatas (con annesso capovolgimento da applausi)
- pulpo a la gallega (la ricetta nel prossimo post, promesso)
- ensaladilla rusa

Mi rincresce non aver fotografato tutto questo ben di dio, ma la fame era davvero molta...Pero' il pulpo a la gallega è stato immortalato!!!
Oggi però ricetta del Salmorejo, imparentato ma mille volte più buono del gazpacho, che è il piatto che mi ha colpito di più durante il corso e che, a mio avviso, è l'ideale per aprire una cena estiva in compagnia di amici...

SALMOREJO A LA MANERA DI ERBORINA

Ingredienti per 4/6 persone:
  • 200 gr di pomodori rossi maturi
  • 200 gr di pane raffermo
  • 1 spicchio d'aglio (facoltativo, io infatti non l'ho messo)
  • olio evo qb
  • sale qb
  • aceto di Jerez qb (io ho dovuto, ahimé accontentarmi del "banale" aceto di vino rosso)
Come decorazione:
  • 2 uova sode (io non le ho messe, così è piu' light,ehehe ;-)
  • 50 gr di Jamon Serrano
  • 150 gr di tonno sott'olio
Procedimento:

Bagnate il pane raffermo (il pane toscano va benissimo) con un po' di acqua calda e aceto.
Tagliate i pomodori (devono essere belli maturi) a pezzi e frullateli nel mixer. Aggiungete anche il pane bagnato, strizzandolo se è troppo inzuppato. Frullate il tutto con il mixer, versando a filo l'olio fino ad ottenere una crema.
Aggiustate di sale e poi passate il tutto nel passaverdura.
Fate riposare il tutto nel frigorifero (sarebbe meglio preparare tutto al mattino per mangiarlo alla sera).
Guarnite con pezzi di uova sode, un trito di Jamon Serrano e tonno.

Come vi anticipavo, se servito in piccole quantità in un bicchierino, il Salmorejo diventa un antipasto estivo davvero perfetto!

Salmorejo dettaglio
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