Visualizzazione post con etichetta dolci al cucchiaio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dolci al cucchiaio. Mostra tutti i post

mercoledì 4 aprile 2012

MOUSSE AL CIOCCOLATO FONDENTE E RHUM


Questa ricetta è il mio regalo virtuale ad una persona speciale.
Rappresenta una sorta di grazie per quello che è stato e che per sempre in un modo o nell'altro ci sarà.
Avevo promesso una ricetta che desse rilievo al suo dono prezioso: una barretta di cioccolato fondente 65% proveniente della piantagione Oropucce (Trinidad), uno dei cioccolati più buoni che io abbia mai mangiato.

Talmente buono, che non ho voluto "inquinare" la sua naturale intensità di gusto con abbinamenti azzardati. Non ho saputo far altro che realizzare una banale mousse che esaltasse, cito, "le sue note aromatiche leggermente fiorite, fruttate e vinose". Al tutto ho voluto conferire un leggero retrogusto di rhum, un profumo che mi riporta con la mente al mio viaggio a Cuba.

Questo dolce è dedicato a questa persona perchè rappresenta la sua quintessenza: intensità e dolcezza.

Null'altro d'aggiungere, se non "buon compleanno".


MOUSSE CIOCCOLATO FONDENTE E RHUM

Ingredienti per la mousse (6 coppette):
  • 350 gr di cioccolato fondente al 65%, piantagione Oropucce a Trinidad (vedi descrizione di CioccolatItaliani, l'atelier di sede a Milano dove è stato comprato)
  • 40 gr di burro
  • 2 tuorli
  • 3 albumi
  • 4 cucchiai di rhum Brugal 
Ingredienti per la decorazione:
  • granella di pistacchi non salati
  • 3 fragole tagliate a fettine
Procedimento:

1. Fate fondere a bagnomaria il cioccolato.

2. Unite il burro, due tuorli e i cucchiai di rhum.

3. Nel frattempo montate a neve ferma gli albumi e incorporateli, un cucchiaio per volta, al composto di cioccolato mescolando delicatamente dal basso verso l'alto.

4. Mettete il composto in coppette e riponete in frigo per almeno 3 ore.

5. Prima di servire, guarnite con granella di pistacchi (non salati e sgusciati) e fragole a fettine.

lunedì 4 ottobre 2010

CRUMBLE CAPOVOLTO DI PAN D'ANICE E PESCHE


Sabato mi sono sentita un po' come Pollicino....solo che sulla mia strada oltre alle crumbles (briciole) ho trovato anche una bella pesca matura matura, che dal frigo mi implorava di essere mangiata!!
Vedendola lì, sola soletta e un po' sconsolata, dimenticata come ormai è dimenticata la stagione a cui appartiene, mi si è stretto il cuore e ho subito pensato a come porre fine alla sua sofferenza in maniera più che dignitosa: perchè non "sotterrarla" dolcemente sotto una sbriciolata soffice di pan d'anice e addolcire la sua dipartita ulteriormente con un pochino di zucchero di canna?
Detto fatto, e complice quella confezione di pan d'anice avanzata ho preparato un dolce veloce veloce, che può chiudere in leggerezza un pasto un po' sostanzioso. Insomma, si tratta pur sempre di frutta, no?

CRUMBLE CAPOVOLTO DI PAN D'ANICE E PESCHE

Ingredienti (x 6 pirottini):
  • 140 gr di pan d'anice
  • 50 gr di burro
  • 1 pesca noce bella grande e matura
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
Procedimento:
Sbriciolate il pan d'anice e aggiungete il burro ammorbidito a fiocchi. Lavorate con le punta delle dita fino ad ottenere delle briciole. Riempite metà dei pirottini di alluminio con pezzi di pesca, cospargete con dello zucchero di canna e finite di riempire gli stampi con il crumble di pan d'anice.
Infornate per 25 minuti a 180°C.
Una volta sfornati, lasciate raffreddare una decina di minuti e poi capovolgete il crumble su un piattino. Et voilà!

lunedì 5 luglio 2010

BUDINO DI ALBICOCCHE E COCCO

Prima o poi doveva capitare...non potevo contare su di lui per tutta la vita..molti già me lo dicevano "Cambialo finchè sei in tempo!"...e io no, ero troppo legata a lui da ricordi indimenticabili e in più tutte le volte che avevo bisogno di lui, lui c'era e non mi aveva mai deluso...

Ma purtroppo doveva capitare: il forno si è rotto!!!!!!

Io lo leggo come una punizione divina: non appena la mano sfiora la manopola del forno, trac, la corrente salta e siamo catapultati di botto nella fase pre-elettricità. La famiglia brancola nel buio, inciampa sul cane e prende in pieno ripetutamente spigoli e antine lasciate malauguratamente aperte: nella ricerca del cassetto dove teniamo le candele e i fiammiferi (abbiamo anche una pila, ovvio, ma vai a sapere dove è finita!) i membri della family si schiantano l'uno contro l'altro manco fossimo sugli autoscontri ai baracconi...

Piu' che punizione tutto il misfatto potrebbe essere letto come slancio di bontà divino, atto a salvaguardare la vita di noi sciagurati spinti da un malcelato tentativo di suicidio...d'altronde se questi umani non la capiscono da soli che usare il forno quando fuori ci sono 40°C all'ombra, beh, qualcuno dovrà pur intervenire in qualche modo, o no??

E caso vuole che proprio nel giorno in cui il forno ci ha abbandonato miseramente il papy ci abbia fatto notare quanto fossero troppo mature le albicocche in frigo...insomma, immangiabili a meno di non farne una purea...detto fatto: crostata di albicocche andata in fumo, la sottoscritta ha deviato per un dolce freddo che non richiedesse l'utilizzo del defunto elettrodomestico (ma va?)

E allora albicocche in poltiglia e cocco rapè assoldati per la creazione di un dolce da frigo (almeno tu, non ci abbandonare pliiiiiiz!!) Il primo problema che si è posto pero' è: che nome dare alla creazione? Non è una mousse, non è una bavarese, nemmeno un parfait o un biancomangiare, nè tantomeno un semifreddo...Beh, tanto per tagliar la testa al toro lo battezzero': Budino alle albicocche e cocco. Così sia, amen!

BUDINO DI ALBICOCCHE E COCCO

Ingredienti:
  • 500 gr di albicocche mature mature (non è un particolare da sottovalutare se non volete un budino da buttare...)
  • 6 fogli di colla di pesce
  • 250 ml di latte
  • 100 gr di zucchero a velo (è indicativo, dovete regolarvi a seconda della dolcezza delle albicocche)
  • 70 gr di cocco rapé
Procedimento:

Mettete i fogli di gelatina a mollo in acqua fredda e fate scaldare a fiamma bassa il latte. Lavate e denocciolate le albicocche e frullatele. Unite lo zucchero a velo e assaggiate per arrivare al grado di dolcezze desiderato. Unite il cocco.
Quando il latte è caldo unite i fogli di gelatina che avevate messo in ammollo in acqua fredda e fateli sciogliere bene. Aggiungete la purea di albicocche e cocco e mescolate bene.
Versate in uno stampo da plum cake foderato di carta forno (lei mi ha insegnato come fare...ce ne vorrebbero di piu' di maestre come lei!!!) e mettete in forno ops...in frigo per almeno una notte.
Decorate con ventaglietti di pasta sfoglia o ciuffi di panna montata!

Con questa ricetta partecipo al contest di giugno di "La cucina italiana": dessert a base di frutta fresca.

mercoledì 9 giugno 2010

PARDULAS...AL CUCCHIAIO

Pardulas al cucchiaio
I miei sono appena tornati dalla Sardegna. Beati loro, oserei dire. Beati loro perchè in questo momento avrei proprio bisogno di prendere e partire, di andare al mare e lasciare che il profumo della salsedine mi passi tra i capelli.
Ormai sono anni che dopo essermi girata il mondo (vabbè dai, diciamo l'Europa...) faccio la solita capatina in Sardegna in estate, giusto per dare il colpo di grazia al girovita e per rinfrancarmi lo spirito prima di rientrare al solito tran-tran milanese.

Leggendo qua e là nei blog vedo però che non sono stata l'unica ad essere colpita dal virus serpeggiante del "con questo caldo non ho voglia di cucinare". Infatti anche io gira che ti rigira vado a finire sempre sui soliti quattro piatti e per quanto riguarda i dolci, il forno è diventato "l'intoccabile".

E' per questo che il mio omaggio alla Sardegna, si è trasformato in un facile dolce al cucchiaio: invece delle pardulas vere e proprie, vi propongo solo il ripieno, che è il sunto di quello che io amo di più, ovvero la combinazione di ricordi di infanzia con le spezie che apprezzo di più da "grande" (si fa per dire ;-)). Per una bambina che come me ha sempre odiato lo zabaione, il "ricostituente naturale" preparato dalla nonna in momenti di maggior stanchezza si concretizzava in un po' di ricotta sbattuta con moooolto zucchero...un composto a volte talmente dolce da divenire nauseabondo, ma si sa che per una pargola la categoria di "troppo dolce" non era ancora stato inventariato! Il tocco di zafferano, la spezia che prediligo, è veramente la ciliegina sulla torta, anzi no, sulle pardulas.

Gli impavidi che hanno l'ardore di accendere il forno con questo caldo si leggano la ricetta completa delle pardulas; chi opta invece la versione al cucchiaio saltino direttamente alla preparazione del ripieno (non aggiungete però le uova previste nella ricetta perchè nella realizzazione delle pardulas vere e proprie vengono cotte!! Con questo caldo poi, meglio evitare le uova crude!!!!!)

Un consiglio: non esagerate con le porzioni. A differenza dei bambini, negli adulti la categoria "troppo dolce" è già ben sviluppata...al massimo accompagnate la crema con delle lingue di gatto così da spezzare la monotonia della crema.

PARDULAS...AL CUCCHIAIO

Ingredienti per la pasta:
  • 250 gr di semola
  • 40 gr di burro
  • 1,5 dl di acqua tiepida
  • 1 pizzico di sale
Per il ripieno:
  • 400 gr di ricotta (per le pardulas si usa di solito quella di pecora, ma per un dolce al cucchiaio può risultare un po' troppo forte)
  • 60 gr di zucchero semolato
  • 2 bustine di zafferano
  • scorza grattugiata di un limone
  • 2 uova (solo per chi vuole realizzare le pardulas, per la ricetta al cucchiaio bypassate)
  • zucchero a velo o semolato per decorare
Procedimento:

Lavorate 200 gr di semola con il burro e aggiungete poco a poco anche l'acqua tiepida in cui è stato dissolto un pizzico di sale fino. Dovete ottenere un impasto liscio e compatto, che avvolgerete in una pellicola trasparente e metterete in frigo a riposare per 2-3 ore.

Montate a crema la ricotta con le uova, aggiungete la semola rimasta (50 gr), lo zucchero, lo zafferano e la scorza di limone.

Stendete la pasta con un mattarello in una sfoglia sottile e ottenete dischi dal diametro di circa 10 cm. Mettete al centro un po' di composto di ricotta e zafferano e sollevate i bordi del disco, pizzicandoli tra due dita in otto punti, di modo che si formi una scodellina (se non avete capito una cicca guardate qui).

Appoggiate le pardulas sulla placca del forno rivestita di carta forno e infornate a 160° per 25 minuti. Lasciate raffreddare e cospargetele di zucchero.

Ps: le mie pardulas non si sono gonfiate come quelle a cui sono abituata...probabilmente nell'impasto le massaie sarde ci aggiungono anche una puntina di lievito o bicarbonato...mah, appena torno in Sardegna me lo faccio spiegare. Ho letto in rete che qualcuno aggiunge il carbonato di ammonio, o forse il trucco sta nell'aumentare il numero delle uova, che sapete hanno la proprietà di gonfiare i composti..Boh, chi sa qualcosa in più faccia un fischio!

martedì 18 maggio 2010

BAVARESE ALLO YOGURT AL PROFUMO DI VANIGLIA E ZENZERO

bavarese allo yogurt al profumo di vaniglia e zenzero
L'ispirazione...ah, l'ispirazione...
Nei miei esperimenti-pasticci culinari mi faccio trascinare molto spesso dall'ispirazione: può essere un piatto provato in un ristorante oppure l'inaspettato profumo proveniente da una finestra aperta oppure un frutto maturo sulla bancarella del fruttivendolo...ma può essere anche un banale yogurt trovato al banco frigo, uno di quelli che ti promettono di snellire i fianchi (avete capito la marca??eheh) o perlomeno giurano che non te li faranno lievitare...
Sissignori, questa ricetta nasce da una rivelazione, cioè da uno di quei rari momenti che Joyce chiamerebbe "epifanies", nel provare uno yogurt alla vaniglia e zenzero, io che di solito prendo i classici gusti, anche se ultimamente vado matta per quelli con i cereali...
E visto che Morena di Menta e Cioccolato ha appena lanciato un contest meraviglioso sulle Summer Cakes che non necessitano di passaggi in forno, ho pensato che fosse giunto il momento di mettermi al lavoro e sperimentare quello che secondo me doveva assomigliare ad una versione bavarese del suddetto yogurt...Dopo numerosi tentativi ed esperimenti (giuro che non ci sono stati morti nè feriti...), ecco la ricetta!

PS: Qualche giorno dopo aver pubblicato questo post, guardate cosa ho trovato a proposito dell'abbinamento vaniglia-zenzero??? Di certo non credevo che la mia fosse una rivoluzione copernicana, ma è sempre meglio sapere che le nostre ispirazioni hanno qualcosa di fondato...

BAVARESE ALLO YOGURT AL PROFUMO DI VANIGLIA E ZENZERO

Ingredienti per 10 monoporzioni:
  • 3 fogli di colla di pesce
  • 250 gr di yogurt bianco magro
  • 250 ml di latte
  • 1 puntina di vaniglia di bourbon in polvere
  • 150 gr di zucchero semolato
  • una generosa grattata di zenzero (circa 10 gr, ma dovete assaggiare per raggiungere il giusto equilibrio)
  • 250 ml di panna
Procedimento:

Mettete i fogli di gelatina ad ammollare in acqua fredda per 10 min. Nel frattempo mettete in un pentolino il latte, lo zucchero, la vaniglia e lo zenzero grattugiato. Portate il latte al limite del bollore mescolando per sciogliere lo zucchero.
Togliete dal fuoco e unite i fogli di gelatina strizzandoli bene. Mescolate bene per farla sciogliere e poi filtrate tutto con un colino e fate raffreddare. Una volta raffreddato unite lo yogurt e mescolate bene per evitare i grumi.

Montate la panna e incorporatela delicatamente al composto di yogurt e latte. Riempite i pirottini di alluminio (quelli per la crème caramel, per intenderci) e mettete in frigo a rassodare per almeno 4 ore.

Trascorso questo tempo sformate le bavaresi su piattini individuali, dopo aver immerso gli stampini per qualche secondo in acqua calda.

Se proprio volete potete napparli con una coulis di frutti rossi, però in questo modo, a mio avviso, si rischia di sovrastare la delicatezza dell'abbinamento vaniglia-zenzero.

Con questa ricettina fresca fresca partecipo al contest di Menta e Cioccolato


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Related Posts with Thumbnails