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domenica 19 settembre 2010

GNOCCHI DI RICOTTA E SARDINE....SCIUE' SCIUE'


Vi ricordate il Foodies in Mi di qualche tempo fa?? Cos'era...maggio? giugno? Sì il 30 giugno.
Beh, io oltre ad avere serbato nella mente una serie di nitidi fotogrammi fatti di volti, sorrisi, strette di mano, ho anche un ricordo tangibile di quella serata, passata troppo in fretta: un pacchetto di sardine Angelo Parodi.

Artefice di cotanto dono è stata Sonia di "Nel paese delle stoviglie" che ci ha anche invitato a partecipare al concorso "Impiatta e scatta" e io, per essere all'altezza di questo prezioso ed inaspettato regalo ci ho messo un bel po' a pensare a come impiegarlo al meglio.

In effetti le sardine si prestano ad essere utilizzate in tantissimi modi...peccato che a casa mia siamo tutti tradizionalmente più carnivori che "pescivori", eheh...
Quindi, non avendo ricettari della nonna da cui attingere e copiare una ricetta che prevedesse l'utilizzo di questo ingrediente, ho dovuto fare di testa mia e cercare la loro degna collocazione in cucina affidandomi alla loro versatilità da un lato e alla mia fantasia dall'altro...

La prima cosa che di default mi è venuta in mente è di utilizzarle in un sughetto tipicamente mediterraneo, con tanto di capperi, olive e origano....ma poi mi son detta che il sapore delle sardine, per quanto deciso, avrebbe rischiato di perdersi. Allora, l'opzione che mi è saltata in testa era quella di inserire le sardine all'interno dell'impasto della pasta stessa....ma anche questa idea si è rivelata, ahimè, poco realistica.
Molto meglio allora inserirli nell'impasto degli gnocchi, quelli di ricotta, ricetta infallibile di Lydia di "Tzatziki a colazione" (chi ancora non conosce il suo blog, farà meglio a farci un salto perchè, oltre ad essere un vulcano di idee, le sue dosi ricette sono una vera garanzia!), che guarda caso era anche lei presente a Foodies in MI!!!



GNOCCHI DI RICOTTA E SARDINE...SCIUE' SCIUE'

Ingredienti per gli gnocchi (x 4 persone), ricetta di Lydia:
  • 250 gr di ricotta vaccina
  • 160 gr di farina 00
  • 6 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 2 uova


  • 120 gr di sardine Angelo Parodi
  • un pizzico di sale fino
Ingredienti per il sugo sciuè sciuè:
  • 4 o 5 pomodori San Marzano
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di zucchero
  • basilico
  • mezza cipolla bianca
  • olio evo

Procedimento:

Preparate prima l'impasto degli gnocchi che dovrà riposare in frigo.
Fate sgocciolare le sardine dal loro olio e schiacciatele con una forchetta, poi amalgamatele con la ricotta, aggiungendo le uova, la farina, il parmigiano e il sale (occho con le dosi...le sardine sono gia' belle saporite). Formate un impasto abbastanza omogeneo e riponetelo in frigo ricoperto di pellicola trasparente per almeno un'ora.

Preparate un sughetto semplice semplice di pomodori. Privateli prima della buccia immergendoli per qualche secondo in acqua bollente dopo aver inciso una croce sulla buccia. Tagliateli poi a tocchetti e buttateli nella padella dove avrete già messo a soffriggere mezza cipolla bianca in olio evo. Fate cuocere i pomodori aggiustando di sale e aggiungendo lo zucchero per contrastarne l'acidità. In ultimo aggiungete le foglie di basilico lavate.

Prelevate l'impasto dal frigo, formate dei salsicciotti lunghi dal diametro di un centimetro e tagliate gli gnocchi. Passateli sul riga gnocchi ( che invenzione!!), di modo che possano formare una piccola conca che accolga meglio il sugo.
Tuffateli in acqua bollente salata e scolateli non appena vengono a galla.

A questo punto non serve altro che innaffiarli con il sughetto di pomodoro e portarli subito in tavola!

mercoledì 9 giugno 2010

PARDULAS...AL CUCCHIAIO

Pardulas al cucchiaio
I miei sono appena tornati dalla Sardegna. Beati loro, oserei dire. Beati loro perchè in questo momento avrei proprio bisogno di prendere e partire, di andare al mare e lasciare che il profumo della salsedine mi passi tra i capelli.
Ormai sono anni che dopo essermi girata il mondo (vabbè dai, diciamo l'Europa...) faccio la solita capatina in Sardegna in estate, giusto per dare il colpo di grazia al girovita e per rinfrancarmi lo spirito prima di rientrare al solito tran-tran milanese.

Leggendo qua e là nei blog vedo però che non sono stata l'unica ad essere colpita dal virus serpeggiante del "con questo caldo non ho voglia di cucinare". Infatti anche io gira che ti rigira vado a finire sempre sui soliti quattro piatti e per quanto riguarda i dolci, il forno è diventato "l'intoccabile".

E' per questo che il mio omaggio alla Sardegna, si è trasformato in un facile dolce al cucchiaio: invece delle pardulas vere e proprie, vi propongo solo il ripieno, che è il sunto di quello che io amo di più, ovvero la combinazione di ricordi di infanzia con le spezie che apprezzo di più da "grande" (si fa per dire ;-)). Per una bambina che come me ha sempre odiato lo zabaione, il "ricostituente naturale" preparato dalla nonna in momenti di maggior stanchezza si concretizzava in un po' di ricotta sbattuta con moooolto zucchero...un composto a volte talmente dolce da divenire nauseabondo, ma si sa che per una pargola la categoria di "troppo dolce" non era ancora stato inventariato! Il tocco di zafferano, la spezia che prediligo, è veramente la ciliegina sulla torta, anzi no, sulle pardulas.

Gli impavidi che hanno l'ardore di accendere il forno con questo caldo si leggano la ricetta completa delle pardulas; chi opta invece la versione al cucchiaio saltino direttamente alla preparazione del ripieno (non aggiungete però le uova previste nella ricetta perchè nella realizzazione delle pardulas vere e proprie vengono cotte!! Con questo caldo poi, meglio evitare le uova crude!!!!!)

Un consiglio: non esagerate con le porzioni. A differenza dei bambini, negli adulti la categoria "troppo dolce" è già ben sviluppata...al massimo accompagnate la crema con delle lingue di gatto così da spezzare la monotonia della crema.

PARDULAS...AL CUCCHIAIO

Ingredienti per la pasta:
  • 250 gr di semola
  • 40 gr di burro
  • 1,5 dl di acqua tiepida
  • 1 pizzico di sale
Per il ripieno:
  • 400 gr di ricotta (per le pardulas si usa di solito quella di pecora, ma per un dolce al cucchiaio può risultare un po' troppo forte)
  • 60 gr di zucchero semolato
  • 2 bustine di zafferano
  • scorza grattugiata di un limone
  • 2 uova (solo per chi vuole realizzare le pardulas, per la ricetta al cucchiaio bypassate)
  • zucchero a velo o semolato per decorare
Procedimento:

Lavorate 200 gr di semola con il burro e aggiungete poco a poco anche l'acqua tiepida in cui è stato dissolto un pizzico di sale fino. Dovete ottenere un impasto liscio e compatto, che avvolgerete in una pellicola trasparente e metterete in frigo a riposare per 2-3 ore.

Montate a crema la ricotta con le uova, aggiungete la semola rimasta (50 gr), lo zucchero, lo zafferano e la scorza di limone.

Stendete la pasta con un mattarello in una sfoglia sottile e ottenete dischi dal diametro di circa 10 cm. Mettete al centro un po' di composto di ricotta e zafferano e sollevate i bordi del disco, pizzicandoli tra due dita in otto punti, di modo che si formi una scodellina (se non avete capito una cicca guardate qui).

Appoggiate le pardulas sulla placca del forno rivestita di carta forno e infornate a 160° per 25 minuti. Lasciate raffreddare e cospargetele di zucchero.

Ps: le mie pardulas non si sono gonfiate come quelle a cui sono abituata...probabilmente nell'impasto le massaie sarde ci aggiungono anche una puntina di lievito o bicarbonato...mah, appena torno in Sardegna me lo faccio spiegare. Ho letto in rete che qualcuno aggiunge il carbonato di ammonio, o forse il trucco sta nell'aumentare il numero delle uova, che sapete hanno la proprietà di gonfiare i composti..Boh, chi sa qualcosa in più faccia un fischio!

lunedì 7 giugno 2010

IL PANINO ITALICO


Ok, i mondiali sono alle porte. E io come ogni volta mi ricorderò che anche l'Italia sta partecipando al torneo solo nel momento in cui la nostra nazionale riesce -si spera- ad arrivare ai quarti...Solo allora infatti scatta la voglia di seguire le partite, di ascoltare le formazioni e rivedere i goal della giornata.. Sì lo so, è un atteggiamento un po' opportunista, ma in primis sono una donna quindi mi manca il gene "calcio al primo posto, ovunque e comunque" e in secundis trovo la prima fase del torneo veramente noiosa.
Quest'anno però non so se andrà anche peggio di così: la mia pancia di interista è calcisticamente parlando già bella piena e non sono quindi in cerca di altre soddisfazioni che arrivino dal Sudafrica.
Però il contest di La Cucina di qb "Il Panino con la coppa" ha evocato in me ricordi infantili di serate passate con gli zii a vedere le partite della nazionale rigorosamente seduti intorno al tavolo (guai a cambiare posto, la scaramanzia non è mai troppa) con l'immancabile panino e salame e bicchiere di vino rosso (io solo spuma...)
Allo stesso modo il contest mi ha fatto riflettere sul clichè che vuole l'Italia unita solo in occasione dei mondiali di calcio, luogo comune in cui intravedo, ahimè, un barlume di verità. Grazie a Dio il calcio non è l'unico collante di un paese che riscopre il patriottismo ogni quattro anni: sono sempre più convinta che sia la ricchezza enogastronomica, che da nord a sud, da est a ovest, ci regala delle chicche che tutto il mondo ci invidia (e ci copia) a darci un'identità di popolo.
Ecco perchè per questo contest ho fatto un bel lavoro di ricerca e sono arrivata a creare un panino che, per quanto sia di semplice realizzazione, è l'emblema della qualità dei nostri prodotti.
Solo 2 precisazioni: 1) Perchè ho scelto il tradizionale panino e non i modaioli finger food?? Perchè, come tutti ben sappiamo, l'italiano medio è talmente immerso nella sua fase catatonica durante la partita che non ha minimamente voglia di distrarsi e distogliere lo sguardo dallo schermo per arraffare un finger food: azzanna con ingordigia qualsiasi cosa gli si piazza in mano all'inizio della partita, curandosi ben poco se sia o meno commestibile.
2) Perchè la carne? Perchè è la degna compare dell'elemento che per eccellenza diventa l'appendice della mano del suddetto italiano medio: la birra. Che a mio modo di vedere, rappresenta la socialità e la democraticità per eccellenza, in un momento in cui si moltiplicano i wine bar e si sorseggia parsimoniosamente un calice riempito per 1/3 da preziosissssimo vino...

Beh, ora vi lascio la lista della spesa: ovvio che può diventare una valida scusa per farsi un bel giretto lungo tutto lo stivale...Bisognerà pure sfamare i nostri catatonici, no?
Ps: Ah, qualcuno si è anche accorto dalla foto che ho ricreato il tricolore???

PANINO ITALICO
Ingredienti:

Pestate in un mortaio i pistacchi di Bronte spelati con abbondante olio di oliva pugliese. Tagliate a metà il panino di patate leggermente scaldato e spalmate sulla fetta uno strato di pesto di pistacchi. Adagiate sopra scaglie di ricotta salata e ponete in cima il carpaccio di carne Fassona condito con un filo di olio e una macinata leggera di pepe nero. Richiudete il panino e datelo in pasto ai catatonici davanti alla TV, accompagnandolo con una bella birra fresca...italiana, mi raccomando!

Con questo panino partecipo al contest di La Cucina di qb "Panino con la coppa"

Il panino con la coppa

martedì 25 maggio 2010

CANNELLONI CON RICOTTA E SPINACI

cannelloni con ricotta e spinaci
Lunga vita agli chef d'avangardia e alla cucina d'autore (a proposito sbirciate qui): sono gli artisti del nuovo millennio, aprono la mente a divagazioni culinarie e suggeriscono dimensioni nuove e sognanti. Ma ugualmente lunga vita alla sciura Maria, anonima depositaria di un sapere gelosamente custodito e ripassato a memoria come un rito ogni domenica, quando sforna piatti deliziosi (e abbondanti) per la tribu' di figli e nipoti, che l'hanno giustamente eletta a "regina della cucina" o "angelo del focolare"...e a onor del vero, lei ci tiene che tutto avvenga secondo i crismi della tradizione, secondo la ricetta tramandata da mamma in figlia, senza una variazione, senza un inciampo, una sbavatura.

Io sono sinceramente combattuta tra questi due tipi di cucina: la prima mi affascina, la seconda mi rassicura...Che poi, a ben pensarci, non siamo di fronte a un bipolarismo: anche il miglior chef d'avanguardia probabilmente ripensa a quei pranzi domenicali sempre uguali a se stessi e così meravigliosamente scontati, e ne ripercorre i passi, seppur destrutturando, aggiungendo, sostituendo. Fuggono dalla tradizione, ma è proprio là che pescano per le loro "strambe" invenzioni. La Cucina con la C maiuscola è un po' così: "Cambiare tutto perchè nulla cambi".

Beh, visto che non sarò mai un Adrià o un Bottura, per oggi mi incarno nella cara sciura Maria...

CANNELLONI CON RICOTTA E SPINACI

Ingredienti per i cannelloni:

  • sfoglie per lasagne verdi (io prendo quelle secche)
  • 1 kg di spinaci novelli
  • 150 gr di ricotta vaccina
  • 3 cucchiai di parmigiano
  • sale, pepe

Per il sugo:

  • 1 lattina di pelati
  • 1 cipolla bianca piccola
  • sale, pepe, zucchero, olio evo

Procedimento:

Preparate il sugo facendo soffriggere la cipolla con l'olio, aggiungendo i pelati, aggiustando di sale, pepe e un pizzico di zucchero per smorzare l'acidità dei pomodori.

Mentre il sugo sobbolle a fuoco basso, lavate e mondate gli spinaci e fateli appassire in una padella senza aggiungere ulteriore acqua: sarà sufficiente l'acqua che è rimasta sulle foglie in seguito al lavaggio.

Una volta cotti strizzateli per togliere l'acqua in eccesso e tritateli. Metteteli in una ciotola a far raffreddare. Una volta intiepiditi incorporate la ricotta e il parmigiano. Salate e pepate.

Lessate uno alla volta i fogli per le lasagne verdi, scolateli ancora un po' al dente, tagliateli a metà, riponete del composto di ricotta e spinaci su un bordo e arrotolate fino a che si ottiene un cannellone. Non fate asciugare troppo la pasta altrimenti non si riuscirà a sigillare l'estremità finale del rotolo: ecco perchè lessare i fogli uno per volta, mentre si sta preparando il rotolo precedente.

Disponeteli su una pirofila imburrata, cospargeteli di sugo e di parmigiano grattugiato. Infornate a 200° finchè la cottura della pasta non si è ultimata e i cannelloni non saranno ben fumanti.

sabato 8 maggio 2010

IL MIO PRIMO POST: BENVENUTI!!!

crostata di ricotta con fragole e gocce di cioccolato

Che emozione....finalmente pubblico il mio primo post!!!
Non so spiegare cosa si prova ad entrare (in punta di piedi...ça va sans dire...) nel mondo dei food bloggers che adoro da così tanto tempo...
E dopo una prima fase di titubanze e di menate alla "non sono all'altezza" ho deciso di non limitarmi più a bighellonare piacevolmente rapita nei blog altrui: mi sono buttata senza paracadute più che mai decisa a condividere con voi questa mia passione...mal che vada avrò trovato qualche amico in più che come me ha eletto la cucina a proprio regno inviolabile!
E come posso non iniziare se non con la prima ricetta che ho imparato dalla mamma??? I miei primi ricordi in cucina profumano infatti di burro e se chiudo gli occhi mi vedo sopra una sedia (non ci arrivavo al piano di lavoro..povera stella!), con un grembiule che mi faceva da vestito, con metà dell'impasto che mi era rimasto fra le dita...insomma una bella pasticciona felice come una pasqua di cucinare con la mamma!!!
E l'aggiunta in questa specifica ricetta di uno dei miei ingredienti feticcio, c'est à dire la fragola (che dà il titolo al neonato blog), sarà di buon augurio per l'inizio di questa bella avventura!!

CROSTATA CON RICOTTA, FRAGOLE E GOCCE DI CIOCCOLATO

Ingredienti per la frolla:
  • 200 gr di burro non salato
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 350 gr di farina 00
  • 2 uova
Ingredienti per il ripieno:
  • 250 gr di ricotta vaccina
  • 100 gr di zucchero
  • gocce di cioccolato fondente
  • 5/6 fragole
Preparare la frolla lavorando con la punta delle dita il burro a pezzetti e la farina, fino ad ottenere un composto sabbioso. Aggiungere lo zucchero e le 2 uova, lavorando l'impasto finchè non diventa omogeneo.
A quel punto avvolgere la pasta frolla in una pellicola trasparente e lasciarla riposare in frigo per almeno un'ora (chi è di fretta, può collocare la pasta brevemente in freezer per farla compattare)...
Intanto prepariamo il ripieno: mescolare la ricotta con lo zucchero, aggiungere le gocce di cioccolato a proprio piacere e poi le fragole tagliate in pezzettini piccoli.
Stendere la pasta frolla in una tortiera a cerniera imburrata e infarinata, lasciando i bordi piuttosto alti. Bucherellare leggermente il fondo e poi versarvi il ripieno di ricotta.
Infornare a 180° per almeno mezz'ora...et bon appetit!!!


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