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domenica 13 novembre 2011

RISOTTO CON TOMINO, SPECK E GRAPPA


Chi l'ha mai detto che il risotto va sfumato solo con vino, rosso o bianco a seconda dei casi?
A casa mia per questo risotto abbiamo rinunciato al solito bicchiere di vino ed optato per la grappa...
Una grappa non aromatizzata, morbida, che dà una sferzata in più al risotto che rischierebbe di essere troppo monocorde, visto la predominanza del sapore del tomino.

Di solito la sfumata di vino è un passaggio fondamentale per la preparazione di un risotto come Dio comanda, perchè conferisce una nota acidula al riso. In questo caso l'omissione del vino non toglie nulla al risotto in termini di aroma: dopo la completa evaporazione della componente alcolica, anche la grappa rilascia delle piacevoli reminescenze di vinaccia e il risotto acquista anche un profumo decisamente particolare.

Un piatto di sicuro successo, se riuscite a non esagerare con la grappa...

RISOTTO CON TOMINO, SPECK E GRAPPA

Ingredienti (x 6 persone):
  • 450 gr di riso arborio
  • brodo di carne
  • 2 tomini
  • 1 fetta di speck alta 5 mm
  • mezzo bicchiere di grappa non aromatizzata
  • burro
  • sale e pepe qb
Procedimento:

1. Fate tostare il riso nel burro, sfumate con la grappa e quando tutto l'alcol sarà evaporato iniziate a bagnare il risotto poco alla volta con il brodo di carne.

2. Verso fine cottura aggiungete il tomino a tocchetti, lasciando anche la crosta.

3. Salate e pepate il risotto.

4. Tagliate lo speck a listarelle e fatele rosolare in una padella calda.
Quando lo speck sarà croccante, toglietelo dal fuoco e versatene metà nel risotto, mentre l'altra verrà usata per la decorazione.

giovedì 23 settembre 2010

ORZOTTO AL TALEGGIO CON CHICCHI DI MELAGRANA


Io sono una burlona e chi mi conosce lo sa...
E sa anche che sono riuscita a far credere alla mia nonnina per ben 2 mesi che la nostra cagnolina avendo raggiunto i 4 anni di età fosse pronta per essere iscritta ad un fantomatico "asilo per i cani" dove avrebbe imparato ad abbaiare a tempo e a socializzare con gli altri cagnolini....
Si, si, potreste dire che sono crudele a prendermi gioco della mia nonnina ottantenne (in formissima peraltro), ma voi non potete capire che spasso quando si è pure offerta di confezionare a mano i "grembiulini" per la nostra cagnolina!!! Mitica la nonnina...

Beh, domenica ne ho combinata un'altra delle mie: a pranzo ho propinato alla nonna (eravamo a casa solo io e lei) un orzotto passandolo con nonchalance per un banale risotto, lasciato volutamente un po' più scotto e pastoso...E sapete cos'è riuscita a dirmi? "Beh, mica male questa qualità di riso, non mi fa neanche male alla dentiera!!..."...Anima santa, per lo meno si è accorta della diversa consistenza!
Però da un lato mi ha fatto immensamente piacere che anche mia nonna, dai gusti moooolto tradizionali, si stia affezionando ai cereali perchè ho la ferma intenzione di sdoganarli in casa mia, dove in realtà non sono mai entrati a far parte del menù quotidiano.

Come ben sapete, a differenza del riso che rilascia l'amido, l'orzo, sebbene cotto come un normale risotto, non creerà quella cremosità che ci si aspetta: ecco perchè ho voluto "legare" i chicchi con un formaggio, in questo caso specifico il taleggio, che regala una nota quasi dolce al piatto.
E siccome le cose semplici e lineari non mi piacciono, ho voluto osare aggiungendo (solo al mio piatto, per la nonna sarebbe stato troppo...) i chicchi della melagrana, frutto autunnale apprezzato da pochi, ottimo per dare una sferzata di acidità che contrasta con la dolcezza del risotto...ops orzotto!

ORZOTTO AL TALEGGIO CON CHICCHI DI MELAGRANA

Ingredienti per 4 persone:
  • 200 gr di orzo perlato precotto dpi agricoltura biologica
  • 700 ml di brodo vegetale
  • taleggio
  • 1 cipolla
  • olio evo
  • sale e pepe qb
  • 1 melagrana matura
Procedimento:

Preparate l'orzotto come se fosse un normale risotto: soffritto di cipolla e olio evo, tostatura dell'orzo per un minuto, aggiunta graduale del brodo bollente fino a cottura ultimata (12 minuti perchè il mio orzo era precotto). Poi aggiustatina di sale e pepe, mantecatura con il taleggio a tocchetti e aggiunta di qualche chicco di melagrana, che scaldandosi rilasceranno la loro tipica nota acida.

sabato 10 luglio 2010

IL RISO E LATTE DELLA FELICITA'

Non so perchè, ma quando penso a qualcosa che mi rende felice, quel "qualcosa" è quasi sempre associato alla mia infanzia... Non che la mia vita dapprima da adolescente, poi da giovane ed infine da "adulta"(a 25 anni non saprei ancora come definirmi...) mi abbia riservato dei momenti tristi e cupi, anzi. Ma cio' nonostante se chiudo gli occhi e richiamo alla memoria momenti felici come minimo l'80% dei ricordi che mi si ripropongono di default sono ricollocabili durante i miei primi anni di vita...e i miei primi anni di vita come figlia unica di genitori anch'essi figli unici li ho passati amorevolmente curata (leggi: viziata) dalla nonna materna, donna straordinaria capace di affetto incondizionato e inesauribile.

Se chiudo gli occhi e ripenso ai quei momenti mi balza subito agli occhi il candore quasi innaturale di un piatto che la nonna era solita prepararmi: riso e latte. Nonostante non fossi un'amante del latte in sè (nei miei geni la preferenza per il thè era già ben marcata), il riso e latte era un piatto che adoravo mangiare, specie nelle fredde giornate invernali quando il grigiore fuori dalla finestra rendeva una bambina iperattiva come me depressa e repressa come un animale in gabbia. E ciò che me lo faceva amare ancora di più era il piacere sottile che derivava dal fatto che nessuna delle mie amichette aveva una nonna o chi per essa che preparasse loro un piatto simile: anzi strabuzzavano incredule gli occhi e alcune torcevano il naso quando raccontavo loro di questo risotto salato fatto con un ingrediente comunemente associato al rito della colazione.

Con il passare del tempo e con la crescita della mostriciattola che ormai aveva sempre meno bisogno di un apporto così vigoroso di calcio, il piatto è letteralmente caduto in disuso e la nonna non lo riproponeva più se non nei rari momenti in cui la nipotina ritornava a sentirsi un animale in gabbia nelle fredde giornate invernali...e tutto ciò con mio grande cruccio, visto che da quando nonna non c'è piu', non sono piu' riuscita a reperire le proporzioni giuste di latte e riso che contraddistinguevano la cremosità del suo riso.

Non si potrebbe proprio definirlo un comfort food, categoria che io associo soprattutto ai dolci, ma personalmente lo considero un "concentrato di amore incondizionato". Di sicuro è un di quei piatti che non riproporrei mai ad una cena, ma sono sicura che sarei capace di rifarlo e rifarlo per i miei cari nei giorni in cui le mie dimostrazioni di affetto languono...

Un piatto di riso e latte come dichiarazione di amore? Non ci avevo mai pensato, ma perchè no?

RISO E LATTE


Ingredienti:
  • 200 gr di riso
  • 1 litro di latte
  • sale
  • 2 noci di burro
Procedimento:

Mettete in una pentola il latte, il burro e il sale. Quando il latte spicca il bollore unite il riso e fate cuocere a fuoco lento mescolando spesso (specialmente verso la fine della cottura) perché non si attacchi sul fondo della pentola e per evitare che il latte, bollendo, fuoriesca.
Se il latte dovesse asciugarsi aggiungetene altro a filo, in modo da mantenere il riso della giusta cremosità.
Quando il riso è cotto, spegnere e mantecate con burro.

Con questa ricetta partecipo al contest di Juls' kitchen "Ricette della felicità" in collaborazione con macchine alimentari.

sabato 8 maggio 2010

FESTA DEGLI ASPARAGI E DELLE FRAGOLE

Oggi è stata una giornata me-ra-vi-glio-sa...
E dire che era iniziata nei peggiori dei modi, aprendo mezz'occhio da sotto il piumone (ebbene sì, sono un'inguaribile freddolosa...e la caduta in picchiata delle temperature degli ultimi giorni a Milano e dintorni di certo non mi aiuta!!) e finendo per intravedere attraverso le persiane un timido sole che non prometteva niente di buono, o per lo meno non prometteva ciò che per una giornata di quasi metà maggio dovrebbe essere una normale routine: un minimo di calore primaverile, accompagnato da un sole "vero" che tolga finalmente e una volta per tutte il grigiume dell'inverno che is still hanging around! Signori miei, per una meteoropatica come me partire con il sole (ops intendevo dire con il piede) giusto è fondamentale!!

Dopo qualche minuto di disperazione e di rigiramenti da tarantolata nel letto, l'illuminazione: oggi non sarebbe stato un giorno noioso, no no, oggi sarebbe stato divertente, a prescindere dal tempo: oggi destinazione Caselle, Isola della Scala (VR)...missione: 32^festa degli asparagi e delle fragole, ovvero quegli ingredienti che ormai sono di casa nel mio frigo da almeno un mese e a cui non rinuncerei per niente al mondo...
La ghiotta (in tutti i sensi) occasione meritava di essere colta al volo, ed eccoci in quattro e quattr'otto partire alla volta di Verona, io e il mio compagno di avventure gastronomiche, alias la mia adorata dolce metà.

E devo ammettere che sotto un tendone tipico delle sagre di paese ho gustato un risotto con gli asparagi davvero da favola (quello alle fragole sarebbe stato preparato solo alla sera...mannaggia!!).
Non ce n'è, il risotto ce l'ho nel sangue...è il mio primo piatto preferito in assoluto: sarà la sua cremosità, sarà per il calore che sa sprigionare (in tutti i sensi...ahia, scotta la lingua!!), sarà che è il piatto forte del mio papà...

Sai che faccio ora? Posto la ricetta di quello alle fragole che purtroppo non ho mai assaggiato e che non ho ancora replicato a casa mia...ma è una ricetta doc perchè l'ho trovata proprio sul depliant che illustrava gli appuntamenti della festa...
Ah dimenticavo: il ricordo della mia gita fuori porta è la crema di riso Riccò...la provo e poi vi dico com'è!

RISOTTO ALLE FRAGOLE

  • 500 gr di riso
  • 1 litro di brodo vegetale
  • 400gr di fragole mature
  • 50 gr di burro
  • 30 gr di cipolla
  • un paio di cucchiai di panna da cucina
  • 40 gr di parmigiano reggiano
  • sale e pepe bianco q.b.

Mondare le fragole e tagliarle a pezzettoni. Soffriggere la cipolla nel burro e quando è dorata unirvi le fragole pulite. Cuocere a fuoco lento per circa 10 minuti, regolando di sale e pepe. Unire la panna da cucina e cuocere per altri 5 minuti.
Iniziare a preparare il risotto tostandolo e aggiungendo gradatamente il brodo vegetale bollente. A circa 10 minuti dalla completa cottura aggiungere il sugo di fragole bollente. Completare la cottura e unire il parmigiano. Mescolare bene e servire caldo...

Molto eighties, ma di sicuro successo!!
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